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PICINISCO FRESCO
tratto da
http://www.casalawrence.it
Origini
II Pecorino di Picinisco rappresenta per
il Lazio un importante prodotto caseario
che vanta una significativa tradizione
rinvenuta in molteplici testi storici.
Tra le più importanti fonti storiche non
possono essere trascurati gli scritti
del '600 del Castrucci, le citazioni
rinvenute in "Statistica Murattiana" del
1811 e l'abbondante documentazione
archivistica conservata presso il Comune
di Picinisco tra cui: bolle di
accompagnamento delle merci, licenze di
vendita al minuto e all'ingrosso del
formaggio, bollette di pagamento delle
imposte.
I censimenti di capi ovi-caprini del
periodo compreso tra il 1875 e i1 2000
evidenziano la vocazione delle
popolazioni locali a questo tipo di
attività pastorizia e di trasformazione
lattiero casearia, nonché la vocazione
dei territori ad accogliere tale
allevamenti.
A conferma della relazione storica tra
il Pecorino di Picinisco e i territori
della Valle di Comino si cita lo studio
dei toponimi di E.M. Beranger dal quale
risulta come molti termini impiegati nel
processo di produzione di questo
prodotto fossero anche impiegati per
l'identificazione di luoghi, contrade e
piazze (mappe catastali del 1806-1815).
II Pecorino di Picinisco é in fase di
riconoscimento DOP e attualmente é
inserito nell'elenco ufficiale dei
prodotti tradizionali della Regione
Lazio pubblicato annualmente sulla G.U.
della Repubblica Italiana.
Area di produzione
L'areale di produzione del Pecorino di
Picinisco ricade nella Valle di Comino,
in provincia di Frosinone e include, tra
gli altri, i comuni di Picinisco, Atina,
Campoli Appennino e Alvito. Parte dell'areale
di produzione ricade nella fascia
esterna del Parco Nazionale d'Abruzzo,
Lazio e Molise.
Pascoli
Nei processo di produzione del Pecorino
di Picinisco giocano un ruolo essenziale
le caratteristiche pedo-climatiche del
territorio e le radicate tradizioni
locali.
II territorio è caratterizzato da
rilievi calcarei a forte valenza
ambientale con vaste superfici investite
a pascolo, fonte primaria di
alimentazione degli ovi-caprini
allevati.
Le condizioni climatiche dell'area di
tipo temperato, con quasi totale assenza
di aridità estiva, rendono i prati
naturali e prati pascolo, ricchi di
essenze vegetali spontanee come la
graminacee e leguminose, elemento
essenziale della dieta animate.
La pastorizia è il comune denominatore
tra i territori dei Comuni ricadenti
nell'areale di produzione sia sotto il
profilo storico-culturale che sotto il
profilo economico: nell'areale esistono
ancora, grazie alle cure dei pastori
locali, popolazioni ovi-caprine
autoctone.
La monticazione (pascolo del bestiame in
montagna) -che avviene tipicamente sulle
montagne della Catena Meta-Mainarde-
consente la riduzione dello stress da
calura estiva degli animali e, elemento
di tradizionalità, e determinante per le
caratteristiche organolettiche del
Pecorino di Picinisco.
Tecnologia
II Pecorino di Picinisco è un formaggio
a latte crudo ed a pasta cruda, ottenuto
da latte ovino di pecore di razza
Comisana, Massese e loro meticci. E’
possibile rinvenire minime quantità di
latte di capra nella materia prima per
la produzione di Pecorino di Picinisco,
e la ragione di ciò risiede nel fatto
che i greggi locali spesso sono
caratterizzati dalla presenza di capre.
Si osservi però che tali capi caprini
sono riconducibile sempre a specie
autoctone come la Capra Grigia Ciociara
e la Bianca Monticellana.
II latte, in arrivo al caseificio, è
lavorato rigorosamente crudo ed e
sottoposto alla coagulazione, in caldaia
di rame, mediante 1'aggiunta di caglio
in pasta di capretto o agnello locale
precedentemente diluito in acqua. La
rottura della cagliata e effettuata da
un sapiente mastro casaro che riduce
alle dimensioni di un chicco di miglio
il semilavorato; lo predispone in
fuscelle sottoposte a rapida pressatura
e successivo spurgo; in alcuni casi è
prevista l'operazione di stufatura a
40°C per 20-60 minuti.
II processo di salatura a secco è
eseguito manualmente, mentre la
stagionatura avviene su assi di legno
d'abete o faggio.
In funzione del periodo di stagionatura
si riconoscono due tipologie: lo
Scamosciato che stagiona da 30 a 60
giorni e lo Stagionato con tempi di
stagionatura che superano i 3 mesi. II
Pecorino di Picinisco presenta forma
cilindrica a facce piane e diametro
variabile tra 12 e 25 centimetri con
pezzature tradizionali di 0,7 - 2,3 kg
per il formaggio tipo "Scamosciato" e di
0,6 - 2 kg per il formaggio tipo
"Stagionato". La crosta sottile e
rugosa, tende al giallo paglierino per
la prima tipologia e, leggermente più
spessa, tende al bruno per la seconda
tipologia.
La pasta, dal sapore intenso e dolce per
lo Scamosciato e piccante per lo
Stagionato, presenta una struttura
compatta o con leggera occhiatura e un
colore bianco o giallo paglierino. II
periodo di produzione e tradizionalmente
concentrato tra novembre e settembre,
coincide con i due principale periodi di
lattazione in cui sono suddivisi i
greggi (autunno/primavera in cui prevale
la produzione dello Scamosciato e
primavera/estate in cui prevale la
produzione dello Stagionato).
Gastronomia
II Pecorino di Picinisco non é impiegato
per alcuna preparazione culinaria e
trova la sua maggiore esaltazione
nell'essere gustato solo o accompagnato
da pane casereccio. |