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FORMAGGIO DI CAPRA
tratto da
http://www.cibo360.it
Il formaggio
caprino fresco è uno dei prodotti
caseari a base di latte di capra più
diffusi.
Infatti il
latte di capra
non si presta molto bene alla produzione
di formaggi a pasta semidura o dura, di
media o lunga stagionatura, mentre è
particolarmente adatto alla produzione
di formaggi freschi o a breve
stagionatura.
Coagulazione presamica e lattica
Il formaggio è prodotto facendo
coagulare le proteine e i grassi del
latte, ovvero facendoli passare
dallo stato liquido di sospensione
colloidale a uno stato semisolido,
di gel, detto cagliata.
Questo processo può avvenire grazie
agli enzimi del caglio (soprattutto
la chimosina), e si parla di
coagulazione presamica; oppure
tramite l'aumento dell'acidità del
latte fino a un livello tale da
causare la precipitazione della
caseina e la formazione della
cagliata, e allora si parla di
coagulazione acida.
Nel primo caso si ottiene una
cagliata piuttosto tenace ed
elastica, che ben si presta
ad essere spurgata dal siero e
quindi a produrre formaggi a pasta
semidura e dura, che possono essere
stagionati anche a lungo.
Nel secondo caso la cagliata è
poco compatta, impalpabile,
con una consistenza simile allo
yogurt.
Come si produce il caprino fresco
La coagulazione presamica avviene in
poco tempo, dai 20 ai 40 minuti,
mentre la coagulazione lattica
impiega dalle 24 alle 36 ore.
Per limitare i tempi e quindi i
costi attualmente tutti i casari
impiegano una piccolissima quantità
di caglio per "dare il via" al
processo di coagulazione acida, che
come abbiamo detto avviene grazie ai
microorganismi presenti nel latte.
Con questo metodo il processo
avviene in 12 - 18 ore. A
questo punto la cagliata viene messa
in appositi contenitori cilindrici
forati per 24 ore circa, all'interno
dei quali avviene lo sgrondo del
siero.
Il caprino così prodotto può essere
messo in commercio così com'è,
fresco, oppure può subire una
stagionatura di qualche settimana,
acquisendo profumi e aromi di capra
molto forti, soprattutto nel
sottocrosta dove la maturazione
rende cremosa la pasta.
Caratteristiche organolettiche del
caprino fresco
Non vi
aspettate profumi o aromi
particolari da un caprino fresco. Al
naso potrete avvertire il tipico
odore di latte acido e di
yogurt, il sapore è tipicamente
acido, non salato, alcuni
caprini possono avere una picevole
tendenza dolce.
Un buon caprino deve essere
equilibrato, non presentare odori
sgradevoli di latte andato a male,
può capitare che ci sia un
leggerissimo odore animale, di
capra, indice dell'inizio dei
processi di lipolisi.
Se soggetti a stagionatura,
diventano cremosi nel sottocrosta
(maturazione centripeta) acquistando
il tipico sapore molto forte di
capra, che non a tutti piace. Questo
odore a volte ricorda la frutta
sovramatura, divertitevi a
riconoscerlo annusando con
attenzione il formaggio prima di
mangiarlo.
I formaggi caprini freschi in
commercio nella grande distribuzione
possono essere addizionati con
conservanti: meglio evitarli e
rivolgersi ai prodotti
certificati DOP
o che offrono maggior garanzie di
freschezza e qualità.
Il caprino può essere mangiato da
solo, condito con erbe e spezie, con
olio e sale, con pomodori freschi o
secchi, o con il miele. Può anche
essere usato per preparare primi
piatti o per farcire le verdure.
Insomma è un formaggio molto
versatile.
Caratteristiche nutrizionali del
caprino fresco
Il caprino fresco è uno dei pochi
formaggi tipici magri. Grazie
all'elevata quantità di acqua che
contiene, infatti, ha solamente
230-250 calorie per 100 g,
dunque è indicato soprattutto
durante un regime ipocalorico, al
posto dei formaggi più grassi. Il
suo gusto neutro lo rende anche
piuttosto saziante, al contrario di
altri formaggi come la mozzarella o
lo stracchino, più pericolosi perché
"stancano" meno.
L'ipocaloricità del caprino fresco è
data dall'elevato contenuto di
acqua: questo formaggio ha una resa
del 20% circa (da un litro di latte
si ottengono 200 g di caprino
fresco). Considerando un tenore di
grassi del 4% e un 3,2% di caseina
abbiamo circa 490 calorie per litro
di latte, e quindi 245 calorie per
100 g di caprino fresco.
I caprini freschi tipici italiani e
francesi
I francesi
sono maestri nella produzione di
caprini freschi e stagionati a
coagulazione acida, la produzione è
veramente molto diffusa e quindi
esistono decine di
prodotti AOC
provenienti da ogni parte della
Francia.
In Italia non esistono prodotti DOP
a latte di capra al 100%, il
consorzio della
Robiola di Roccaverano
sta cercando di modificare il
disciplinare che attualmente prevede
solo una piccola percentuale di
latte di capra.
Il Piemonte (forse a causa
della vicinanza con la Francia) è
una delle regioni con una tradizione
più forte nella produzione dei
formaggi freschi di capra:
ricordiamo, oltre la robiola di
Roccaverano, anche quella di
Mondovì.
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